Contrazione di infezioni per contaminazione della siringa o dell'ago

La contaminazione della siringa o dell’ago può avvenire a causa di:

  • un inefficace processo di sterilizzazione del prodotto;
  • un confezionamento primario non idoneo al mantenimento della sterilità fino alla data di scadenza indicata sull’etichetta;
  • un confezionamento primario non integro;
  • un’alterazione dello stato sterile del prodotto provocata da uno stoccaggio inappropriato;
  • una scorretta modalità di apertura della confezione primaria, che contravviene alle norme di asepsi.

Le aziende produttrici di siringhe e aghi sterili di qualità devono garantire la sterilità dei loro prodotti nei seguenti modi:

  • producendo i dispositivi in ambienti a contaminazione controllata (le cosiddette camere bianche);
  • mantenendo un rigoroso controllo del livello di contaminazione microbica del prodotto prima della sterilizzazione (Bioburden), anche per evitare la possibile presenza di pirogeni dopo la sterilizzazione;
  • scegliendo il tipo di confezionamento più confacente al tipo di dispositivo considerato ed al relativo processo di sterilizzazione ed in grado di garantire il mantenimento della sterilità del prodotto fino alla sua data di scadenza;
  • impiegando un appropriato metodo di sterilizzazione, opportunamente validato in conformità a norme tecniche di riferimento.

L’utilizzo di siringhe e aghi, i cui processi di produzione, sterilizzazione e conservazione non si svolgono secondo tali requisiti e modalità di controllo, comporta seri rischi per la sicurezza del paziente e/o dell’utilizzatore.

L’impiego di siringhe e aghi non sterili, a seconda della destinazione d’uso dei dispositivi infetti, della patogenicità dell’agente microbico veicolato e dello stato di salute del paziente, può infatti provocare effetti più o meno gravi quali: sensibilizzazioni locali, edemi, innalzamento della temperatura corporea, insorgenza di patologie infettive, etc.