Come sottolineato nel capitolo precedente, le siringhe sono un dispositivo insostituibile nella pratica medica.

Per tale ragione si può stimare che ogni anno circa l’80% dei pazienti ricoverati venga a contatto con aghi e siringhe.

Il numero di contatti pro-capite con le siringhe, calcolato sul numero della popolazione italiana è molto elevato.

Il Mercato delle siringhe convenzionali (escluso insulina)

Considerando che la popolazione italiana è composta da circa 57 milioni di individui e che il numero totale di siringhe convenzionali sul mercato è pari a 620 milioni l’anno (fig. 4) si può stimare che i contatti pro-capite medi siano pari a 10.8 l’anno.

In valore il mercato è di circa 68 milioni di euro 32 dei quali riferito al canale distributivo ospedale il restante riguarda il canale distributivo farmacie.

Va precisato che i contatti considerati includono sia i contatti diretti con i pazienti (come nel caso di iniezioni o prelievi) sia quelli indiretti (come nel caso della preparazione di medicinali).

Il numero di contatti pro-capite con le siringhe, calcolato sul totale dei pazienti ospedalieri è ovviamente più elevato rispetto alla media nazionale.

Infatti, considerando che ci sono circa 30 milioni di fruitori di servizi ospedalieri l’anno (12 milioni di ricoveri e 18 milioni di transiti nel pronto soccorso) e che il mercato ospedaliero delle siringhe vale circa 400 milioni di pezzi è possibile stimare che i contatti medi pro-capite per paziente siano pari a circa 13 l’anno.

30 milioni di pazienti

400 milioni di siringhe

Possibili contatti annui:
13 CONTATTI PRO CAPITE

L’utilizzo di una siringa in campo sanitario non è associato solo a delle criticità per i pazienti ma anche per gli operatori sanitari, i quali si trovano quotidianamente in contatto con le siringhe, seppur con modalità e frequenze diverse.

In questo caso, tuttavia, i rischi sono in parte intrinseci alla pratica clinica, in parte legati all’abilità e manualità dell’operatore ed in parte connessi alla qualità della siringa oggetto d’uso.

Il Mercato delle siringhe per insulina

Il diabete mellito è una patologia caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue ed è causata da un’alterazione della produzione e/o dell’utilizzazione dell’insulina, l’ormone che consente il normale metabolismo dei carboidrati.

Tale patologia, con le sue complicanze, rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari dei paesi economicamente evoluti e la sua prevalenza è in continuo aumento: il Global Burden of Desease dell’OMS infatti stima che dai 194 milioni di diabetici del 2003 si raggiungerà quota 300 milioni nel 2025 (il 6,3% della popolazione adulta mondiale abitante nel 40% dei casi nelle nazioni industrializzate).

Esistono due forme principali di diabete mellito:

  • il diabete di tipo 1, che rappresenta 8% dei casi, è una forma prevalentemente infantile-giovanile e richiede il trattamento insulinico sin dall’inizio.
  • il diabete di tipo 2, che rappresenta oltre il 90% dei casi, è caratteristico dell’età adulta-senile ed è spesso controllabile per anni con la dieta, esercizio fisico e/o ipoglicemizzanti orali, mentre il trattamento insulinico si rende di solito necessario dopo un certo numero di anni di malattia.

In Italia si stima che su 57.000.000 di abitanti vi siano circa 3,5 milioni di diabetici di cui almeno 500 mila pazienti insulino-trattati, i quali, per abbassare il livello di glicemia nel sangue, devono assumere insulina tramite iniezioni sottocutanee (in media 3 giornaliere).

Il mercato raggiunge un valore complessivo pari a 45 milioni di euro mentre i pezzi consumati annualmente ammontano a 425 milioni di pezzi, di cui 183 milioni di sole siringhe.

Per quanto attiene alla distribuzione, il 70% dei dispositivi sono dispensati in farmacia, mentre il restante 30% viene dispensato attraverso la distribuzione diretta ospedaliera ed il consumo interno.

Il 60% dei pazienti insulino-trattati sono utilizzatori di penne per la somministrazione d’insulina, mentre il restante 40% di siringhe: il tasso di conversione del mercato da siringhe ad aghi per penna avviene ad una ritmo annuale pari a circa il 5%.

Dal momento che l’insulina è somministrabile attraverso iniezioni, appare chiaro quanto sia importante per il paziente la qualità dei dispositivi, utilizzati sia per il prelievo dell’insulina dal flacone sia per l’iniezione sottocutanee.

Attualmente, per soddisfare le esigenze dei pazienti e garantire una cura sempre più efficace, sono disponibili aghi dai diametri differenti per ottimizzare il flusso di insulina; inoltre, grazie all’evoluzione della tecnologia produttiva si registra:

  • una riduzione considerevole del trauma della pelle e del dolore;
  • un’ottimizzazione della somministrazione sottocutanea di insulina.