Sono detti pirogeni quei fattori che determinano un aumento di temperatura corporea.

Essi si dividono in pirogeni endogeni (prodotti dal corpo umano) ed esogeni (esterni ad esso).

Le endotossine batteriche, sostanze costituenti la membrana cellulare dei batteri, costituiscono i più importanti pirogeni esogeni.

Se nelle fasi del processo produttivo antecedenti la sterilizzazione le siringhe e gli aghi subiscono una contaminazione microbica molto alta, c’è il rischio che i batteri, veicolati all’interno dell’organismo attraverso tali dispositivi, inducano la febbre nel paziente pur essendo stati inattivati dal processo di sterilizzazione.

Infatti, quando i pirogeni esogeni entrano all’interno dell’organismo, stimolano la produzione dei pirogeni endogeni, che danno il via alle modificazioni fisiopatologiche responsabili dell’aumento di temperatura corporea.

La febbre, pure avendo un significato finalistico, che è quello di aumentare la risposta immunitaria, può rappresentare un pericolo se si superano i 41°C: l’ipotalamo comincia a perdere la sua capacità di regolare la temperatura e gli enzimi cellulari vengono danneggiati e denaturati.

Le cellule iniziano a morire, per cui soprattutto a livello del Sistema Nervoso Centrale, una febbre elevata, che si prolunga nel tempo, può provocare un danno cerebrale irreversibile.

Le aziende produttrici di siringhe e aghi sterili di qualità devono quindi garantire la apirogenicità dei loro prodotti, eseguendo le fasi di lavorazione in ambienti a contaminazione controllata, attuando procedure che assicurino il rispetto del livello di precontaminazione del prodotto e sottoponendo il prodotto finito al test di apirogenicità.